Riflessioni

Quando il dolore cambia l'intimità

Un estratto della riflessione pubblicata su Substack.

Il dolore durante i rapporti non riguarda soltanto il corpo.

Può cambiare il modo in cui viviamo l'intimità, il rapporto con il nostro corpo e il modo in cui ci avviciniamo all'altra persona.

A volte, prima ancora di iniziare un rapporto, può comparire una domanda:

“Farà male?”

E quella domanda può essere sufficiente a cambiare ciò che succede dopo.

Quando l'intimità diventa anticipazione

Quando il dolore si è ripetuto, è difficile vivere un'esperienza senza ricordare quelle precedenti.

Si può iniziare ad anticipare il dolore, a controllare le sensazioni, a cercare di capire cosa sta succedendo nel corpo.

L'intimità, che dovrebbe poter essere uno spazio di libertà e presenza, può trasformarsi in qualcosa da gestire.

Quanto posso spingermi?

Quando devo fermarmi?

E se ricominciasse a fare male?

Il dolore può cambiare il rapporto con il proprio corpo

Quando una parte del corpo viene associata al dolore, può diventare difficile sentirla come uno spazio di piacere, curiosità o libertà.

Si può iniziare a evitare alcune situazioni, alcuni movimenti o persino il contatto.

Non perché non ci sia desiderio di intimità, ma perché il corpo ha imparato ad associare alcune esperienze alla possibilità di stare male.

L'intimità non si riduce alla penetrazione

Quando la penetrazione diventa dolorosa, è facile che finisca per diventare il centro dell'intera esperienza sessuale.

Ma l'intimità è molto più ampia.

È contatto, movimento, piacere, curiosità, comunicazione, possibilità di fermarsi e di scegliere.

Recuperare l'intimità non significa necessariamente tornare a fare ciò che si faceva prima.

Può significare anche scoprire nuovi modi di stare nel proprio corpo e nella relazione con l'altra persona.

La fisioterapia può essere parte del percorso

In un percorso di fisioterapia del pavimento pelvico, il dolore non viene considerato soltanto come un problema muscolare.

Si può lavorare sulla percezione del corpo, sul movimento, sulla risposta del pavimento pelvico e sulla graduale esposizione alle situazioni che sono diventate difficili o dolorose.

Sempre rispettando i tempi e le possibilità della persona.

L'obiettivo non è forzare il corpo a fare qualcosa.

È restituirgli possibilità.

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