Quando qualcosa ci ha fatto male, è naturale iniziare ad aspettarsi che possa fare male di nuovo.
La paura non è soltanto un pensiero. Può diventare un'esperienza corporea: cambia il modo in cui ci muoviamo, respiriamo e percepiamo ciò che accade dentro di noi.
Questo può succedere anche nel pavimento pelvico.
Il corpo non reagisce solo a ciò che accade
Il pavimento pelvico non è una struttura che funziona indipendentemente da tutto il resto.
La sua attività può cambiare in relazione a ciò che stiamo vivendo e al significato che attribuiamo a una determinata esperienza.
Se ci aspettiamo dolore, il corpo può prepararsi a proteggerci.
Non perché stiamo scegliendo di contrarre.
Non perché non sappiamo rilassarci.
Ma perché il corpo può imparare dalle esperienze che ha vissuto.
Quando l'aspettativa diventa parte dell'esperienza
A volte non è necessario che il dolore sia già comparso.
È sufficiente aspettarselo.
La paura di provare dolore può portare a prestare continuamente attenzione alle sensazioni del corpo, cercando segnali che confermino o smentiscano ciò che temiamo.
E così l'esperienza non è più soltanto:
"Sento qualcosa."
Può diventare:
"Sento qualcosa: significa che farà male?"
Quella domanda cambia il modo in cui viviamo ciò che sta accadendo.
Non si tratta di convincersi che non c'è nulla da temere
L'obiettivo non è eliminare la paura con la forza del pensiero.
E nemmeno convincersi che il dolore non esista.
Si tratta piuttosto di creare nuove esperienze in cui il corpo possa scoprire che non tutto ciò che anticipa è necessariamente ciò che accadrà.
È un processo graduale.
E può partire proprio dall'ascolto, invece che dal controllo.
