Riflessioni

Paura, aspettative e pavimento pelvico

Un estratto della riflessione pubblicata su Substack.

Quando qualcosa ci ha fatto male, è naturale iniziare ad aspettarsi che possa fare male di nuovo.

La paura non è soltanto un pensiero. Può diventare un'esperienza corporea: cambia il modo in cui ci muoviamo, respiriamo e percepiamo ciò che accade dentro di noi.

Questo può succedere anche nel pavimento pelvico.

Il corpo non reagisce solo a ciò che accade

Il pavimento pelvico non è una struttura che funziona indipendentemente da tutto il resto.

La sua attività può cambiare in relazione a ciò che stiamo vivendo e al significato che attribuiamo a una determinata esperienza.

Se ci aspettiamo dolore, il corpo può prepararsi a proteggerci.

Non perché stiamo scegliendo di contrarre.

Non perché non sappiamo rilassarci.

Ma perché il corpo può imparare dalle esperienze che ha vissuto.

Quando l'aspettativa diventa parte dell'esperienza

A volte non è necessario che il dolore sia già comparso.

È sufficiente aspettarselo.

La paura di provare dolore può portare a prestare continuamente attenzione alle sensazioni del corpo, cercando segnali che confermino o smentiscano ciò che temiamo.

E così l'esperienza non è più soltanto:

"Sento qualcosa."

Può diventare:

"Sento qualcosa: significa che farà male?"

Quella domanda cambia il modo in cui viviamo ciò che sta accadendo.

Non si tratta di convincersi che non c'è nulla da temere

L'obiettivo non è eliminare la paura con la forza del pensiero.

E nemmeno convincersi che il dolore non esista.

Si tratta piuttosto di creare nuove esperienze in cui il corpo possa scoprire che non tutto ciò che anticipa è necessariamente ciò che accadrà.

È un processo graduale.

E può partire proprio dall'ascolto, invece che dal controllo.

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