E se quella che chiamiamo “ipersensibilità” fosse, almeno in parte, il risultato della paura del dolore?
Siamo abituati a pensare che alcune persone sentano troppo.
Troppo dolore.
Troppo intensamente.
Troppo a lungo.
Ma cosa succede quando viviamo in un contesto in cui il dolore viene considerato qualcosa da evitare a tutti i costi?
La paura del dolore
L'algofobia è la paura del dolore.
Non significa semplicemente non voler provare dolore. Significa che la possibilità di provare dolore può diventare qualcosa da evitare, controllare o anticipare continuamente.
Quando il dolore diventa una minaccia da cui proteggersi, possiamo iniziare a prestare sempre più attenzione alle sensazioni del corpo.
Un movimento.
Una tensione.
Una sensazione insolita.
Ogni segnale può diventare qualcosa da osservare per capire se sta per arrivare il dolore.
Quando il corpo diventa un sistema di allarme
Prestare attenzione al corpo non è di per sé qualcosa di negativo.
Ma quando l'attenzione è guidata soprattutto dalla paura, il modo in cui percepiamo le sensazioni può cambiare.
Il corpo diventa qualcosa da controllare continuamente.
E una sensazione che prima sarebbe stata semplicemente una sensazione può diventare un segnale di pericolo.
Non è necessariamente che il corpo senta “troppo”. Può essere che abbia imparato a prestare molta attenzione a ciò che potrebbe fare male.
Oltre l'etichetta di “ipersensibile”
Definire una persona come “ipersensibile” rischia di fermarsi al risultato senza chiedersi come ci si sia arrivati.
Cosa ha vissuto quel corpo?
Quali esperienze ha associato al dolore?
Quanto spazio occupa la paura nella percezione delle sensazioni?
Sono domande diverse, che permettono di guardare alla persona non come a qualcuno che reagisce “troppo”, ma come a qualcuno il cui sistema di protezione può essere diventato particolarmente vigile.
