Riflessioni

Il corpo non chiede controllo: chiede ascolto

Un estratto della riflessione pubblicata su Substack.

Siamo abituati a pensare al corpo come qualcosa da controllare.

Controllare il peso, la postura, il respiro, la muscolatura, le prestazioni.

Anche quando compare un dolore, la prima reazione può essere cercare di capire come eliminarlo o come impedire che ritorni.

Ma il corpo non sempre ha bisogno di essere controllato.

A volte ha bisogno di essere ascoltato.

Quando il controllo prende il posto dell'ascolto

Controllare il corpo può sembrare rassicurante.

Cerchiamo di capire se una sensazione è normale, se un muscolo è contratto, se stiamo respirando nel modo giusto, se stiamo facendo qualcosa che potrebbe provocare dolore.

Ma quando l'attenzione diventa costante, può diventare difficile semplicemente percepire ciò che sta accadendo.

Ogni sensazione viene analizzata.

Ogni cambiamento diventa qualcosa da interpretare.

Il corpo smette di essere qualcosa da abitare e diventa qualcosa da monitorare.

Ascoltare non significa ignorare

Ascoltare il corpo non significa accettare passivamente il dolore o smettere di cercare soluzioni.

Significa poter riconoscere una sensazione senza doverle attribuire immediatamente un significato.

Significa distinguere tra ciò che sentiamo e ciò che temiamo possa accadere.

E significa lasciare spazio anche a sensazioni che non hanno bisogno di essere corrette.

Dalla prestazione alla possibilità

Anche la riabilitazione può diventare una ricerca di prestazione:

Devo rilassarmi.

Devo fare bene l'esercizio.

Devo riuscire a controllare il pavimento pelvico.

Devo smettere di avere dolore.

Ma il corpo non è un esercizio da eseguire perfettamente.

L'obiettivo non è controllare ogni risposta del corpo, ma recuperare la possibilità di muoversi, sentire e scegliere con maggiore libertà.

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